Gli orali dell'esame di stato cominceranno il 23 novembre, hanno estratto la lettera V quindi per arrivare alla S ci vorrà un bel po'.
Non ho nessunissima voglia di mettermi a studiare, nè tantomeno di stare ad ascoltare chi si lagna senza motivo.
Andiamo lì e vediamo che succede, che sarà mai..
Nel frattempo, le cose cambiano anche sul lavoro (se proprio vogliamo chiamarlo così) e io cerco di lottare tutti i giorni per trattenere la rabbia.
Via Paolo Fabbri non è mai stata così spenta e, soprattutto, così sporca. Ho saputo da poco che la mia cara Perù (a cui va tutta la mia solidarietà per la varicella, il bancomat e quant'altro) non tornerà..non a Natale. E tocca disperarsi. Non so, a volte rimpiango troppo via Tempesta a Roma..chiunque c'era in casa, un attimo per bere un caffè, una birra o una camomilla c'era sempre. Ed era bello..poterci contare.
Ora..l'unico motivo che mi trattiene ancora qua è che non guadagno a sufficienza per andare a vivere da sola. E non credo che succederà a breve, quindi..
Ho rovesciato del tè sopra al mac, ora è dal medico..ho preso il pc di mio padre, un Acer nuovo nuovo che sto veramente odiando con tutta me stessa, causa: Vista. Se passi da un Mac a un pc la vita diventa proprio più brutta..nemmeno l'hard disk estero mi legge! Bah.
Ho fatto 27 anni. E sono stata un weekend a casa, a Montegranaro, introducendo finalmente la mia dolce metà ad una parte della mia vita, e della mia famiglia. Mancava il pezzo più grosso, però. Quindi forse non vale.
Stasera vado a vedere gli Zen Circus. Olè.
venerdì 30 ottobre 2009
martedì 13 ottobre 2009
indignamoci ancora, vi prego
Qualche giorno fa mi arriva questa mail
Cari amici,
a tutti voi che un giorno vicino o lontano siete stati aspiranti collaboratori,
voi che avete mandato curriculum o proposte di articoli, che ci avete scritto una volta sola o molte, che avete superato la prima selezione o che non siete mai stati richiamati, a tutti voi segnaliamo il nuovo bando per recensori di Giudizio Universale.
Qui trovate le nuove regole: http://www.giudiziouniversale.it/bando
Se ancora avete voglia di giudicare, è il momento di riprovarci.
La Redazione
Mi incuriosisco, perchè svariati anni fa avevo provato a candidarmi, ma non mi presero, non ricordo nemmeno se avevo mandato qualche pezzo o no.
Comunque. Ricordo che era una rivista figa in cui scrivevano tante belle persone anche note, e che a volte la vedevo in Feltrinelli.
Vado sul loro sito.
E trovo questo.
GU cerca collaboratori
Giudizio Universale rinasce sul web e cerca collaboratori, che recensiscano libri, cinema, musica, teatro, arte, fatti e personaggi di politica e attualità. Fianco a fianco con le sue storiche firme. Gratis.
Vogliamo trovare in giro per l'Italia i talenti nascosti. Per condividere insieme a voi un grande impegno culturale e civile.
La selezione parte da oggi, ed è permanente.
Allora. Mi prendete in giro vero? GRATIS. Perchè tanto io faccio un mestiere inutile.
Mando una mail abbastanza critica:
Ah certo, gratis.
Lo sport ormai consolidato in Italia. Scrivi? Bene, fallo gratis. Ed il bello è che qualcuno che accetterà ci sarà sempre.
"I talenti nascosti" secondo voi dovrebbero prestare per voi opera dell'ingegno, tempo e pazienza, solo per perchè in cambio il proprio nome può essere accostato alle "grandi firme"? In più, con una selezione che sembra dura.
Sinceramente, credo che bisognerebbe cominciare a vergognarsi. Sto per diventare giornalista professionista e dopo 3 anni di stage gratuiti e sfruttamento, dopo le pacche sulla spalla, la precarietà, l'incertezza di non sapere quando a 27 anni potrò mai farmi una famiglia solo perchè nella mia vita ho scelto di "scrivere" ...vi dico gentilmente di smetterla di prenderci in giro. Ho promesso a me stessa che a meno che non sia un lavoro socialmente utile, io gratis non scrivo più. A costo di andare a servire hamburger.
E non c'entra la crisi. Il giornali, le riviste letterarie, quelle musicali, quelle d'arte..tutto gratis, da sempre. Ma la professionalità allora non conta nulla? Oppure volete i bravi e gli esperti senza dar nulla in cambio?
Saluti.
Sara Scheggia
E mi rispondono anche chiamandosi la ragione. I costi che aumentano etcetcetc la libertà di farlo gratis. Chiaro.
cara sara,
in linea generale lei non ha torto: attualmente il sistema editoriale - diremmo il sistema economico tout court - è strutturato in modo tale che le professioni cosiddette intellettuali sono svilite, prima dal punto di vista della considerazione e di conseguenza da quello monetario. non è solo il gratis delle riviste ad essere vergognoso, ma anche i 7 euro pagati dalle cronache locali dei quotidiani, per un articolo che quando va bene richiede mezza giornata di lavoro - a fronte per fare solo un esempio dei 100 euro pretesi da un idraulico per un intervento di un'ora scarsa (ed esentasse, beninteso).
di questo sistema la nostra piccola rivista è ingranaggio minuscolo, più facilmente inquadrabile nel ruolo di vittima che in quello di carnefice: quante volte ci siamo sentiti dire che 5 euro per un mensile (di 100 pagine e circa 60 articoli) erano troppi, da chi magari in quel momento sorseggiava mezzo bicchiere di vino pagato 8 euro!
nel caso specifico Giudizio Universale - che nella sua versione cartacea retribuiva tutti, e soprattutto i collaboratori "giovani" discretamente - si trova in una situazione in cui l'unica alternativa alla drastica riduzione delle spese è la chiusura totale. siccome continuiamo a credere fortemente nell'idea di una stampa libera, proviamo a continuare. ci siamo trasferiti sul web, che ha il vantaggio di non comportare spese di stampa e distribuzione, ma lo svantaggio di fornire introiti zero. intanto stiamo sviluppando un progetto che ci consenta di rientrare "sul mercato" per garantirci non la ricchezza ma la sopravvivenza. nel frattempo ai collaboratori (senza discriminazione tra noti ed esordienti) non possiamo offrire compensi se non quello morale: non dell'essere accostati a firme di prestigio, ma del contribuire e sentirsi parte di un progetto che crediamo appassionante e degno di andare avanti.
liberissima lei di cercare solo lavori retribuiti - fossero anche non in giornali ma in pub - come liberi gli altri che in gran numero ci stanno rispondendo. il bello, come dice lei, è che ci sono sempre
grazie e saluti
la redazione
Ma basta su. Paese del cavolo in cui viviamo. Giornalismo che non ha origini comemrciali ma solo letterarie e politiche. Mi sono sentita parte di talmente tanti progetti, che ormai credo che i progetti non esistano. Non sono mai esistiti. E nessuno li vuoli leggere, i progetti di questo tipo.
Cari amici,
a tutti voi che un giorno vicino o lontano siete stati aspiranti collaboratori,
voi che avete mandato curriculum o proposte di articoli, che ci avete scritto una volta sola o molte, che avete superato la prima selezione o che non siete mai stati richiamati, a tutti voi segnaliamo il nuovo bando per recensori di Giudizio Universale.
Qui trovate le nuove regole: http://www.giudiziouniversale.it/bando
Se ancora avete voglia di giudicare, è il momento di riprovarci.
La Redazione
Mi incuriosisco, perchè svariati anni fa avevo provato a candidarmi, ma non mi presero, non ricordo nemmeno se avevo mandato qualche pezzo o no.
Comunque. Ricordo che era una rivista figa in cui scrivevano tante belle persone anche note, e che a volte la vedevo in Feltrinelli.
Vado sul loro sito.
E trovo questo.
GU cerca collaboratori
Giudizio Universale rinasce sul web e cerca collaboratori, che recensiscano libri, cinema, musica, teatro, arte, fatti e personaggi di politica e attualità. Fianco a fianco con le sue storiche firme. Gratis.
Vogliamo trovare in giro per l'Italia i talenti nascosti. Per condividere insieme a voi un grande impegno culturale e civile.
La selezione parte da oggi, ed è permanente.
Allora. Mi prendete in giro vero? GRATIS. Perchè tanto io faccio un mestiere inutile.
Mando una mail abbastanza critica:
Ah certo, gratis.
Lo sport ormai consolidato in Italia. Scrivi? Bene, fallo gratis. Ed il bello è che qualcuno che accetterà ci sarà sempre.
"I talenti nascosti" secondo voi dovrebbero prestare per voi opera dell'ingegno, tempo e pazienza, solo per perchè in cambio il proprio nome può essere accostato alle "grandi firme"? In più, con una selezione che sembra dura.
Sinceramente, credo che bisognerebbe cominciare a vergognarsi. Sto per diventare giornalista professionista e dopo 3 anni di stage gratuiti e sfruttamento, dopo le pacche sulla spalla, la precarietà, l'incertezza di non sapere quando a 27 anni potrò mai farmi una famiglia solo perchè nella mia vita ho scelto di "scrivere" ...vi dico gentilmente di smetterla di prenderci in giro. Ho promesso a me stessa che a meno che non sia un lavoro socialmente utile, io gratis non scrivo più. A costo di andare a servire hamburger.
E non c'entra la crisi. Il giornali, le riviste letterarie, quelle musicali, quelle d'arte..tutto gratis, da sempre. Ma la professionalità allora non conta nulla? Oppure volete i bravi e gli esperti senza dar nulla in cambio?
Saluti.
Sara Scheggia
E mi rispondono anche chiamandosi la ragione. I costi che aumentano etcetcetc la libertà di farlo gratis. Chiaro.
cara sara,
in linea generale lei non ha torto: attualmente il sistema editoriale - diremmo il sistema economico tout court - è strutturato in modo tale che le professioni cosiddette intellettuali sono svilite, prima dal punto di vista della considerazione e di conseguenza da quello monetario. non è solo il gratis delle riviste ad essere vergognoso, ma anche i 7 euro pagati dalle cronache locali dei quotidiani, per un articolo che quando va bene richiede mezza giornata di lavoro - a fronte per fare solo un esempio dei 100 euro pretesi da un idraulico per un intervento di un'ora scarsa (ed esentasse, beninteso).
di questo sistema la nostra piccola rivista è ingranaggio minuscolo, più facilmente inquadrabile nel ruolo di vittima che in quello di carnefice: quante volte ci siamo sentiti dire che 5 euro per un mensile (di 100 pagine e circa 60 articoli) erano troppi, da chi magari in quel momento sorseggiava mezzo bicchiere di vino pagato 8 euro!
nel caso specifico Giudizio Universale - che nella sua versione cartacea retribuiva tutti, e soprattutto i collaboratori "giovani" discretamente - si trova in una situazione in cui l'unica alternativa alla drastica riduzione delle spese è la chiusura totale. siccome continuiamo a credere fortemente nell'idea di una stampa libera, proviamo a continuare. ci siamo trasferiti sul web, che ha il vantaggio di non comportare spese di stampa e distribuzione, ma lo svantaggio di fornire introiti zero. intanto stiamo sviluppando un progetto che ci consenta di rientrare "sul mercato" per garantirci non la ricchezza ma la sopravvivenza. nel frattempo ai collaboratori (senza discriminazione tra noti ed esordienti) non possiamo offrire compensi se non quello morale: non dell'essere accostati a firme di prestigio, ma del contribuire e sentirsi parte di un progetto che crediamo appassionante e degno di andare avanti.
liberissima lei di cercare solo lavori retribuiti - fossero anche non in giornali ma in pub - come liberi gli altri che in gran numero ci stanno rispondendo. il bello, come dice lei, è che ci sono sempre
grazie e saluti
la redazione
Ma basta su. Paese del cavolo in cui viviamo. Giornalismo che non ha origini comemrciali ma solo letterarie e politiche. Mi sono sentita parte di talmente tanti progetti, che ormai credo che i progetti non esistano. Non sono mai esistiti. E nessuno li vuoli leggere, i progetti di questo tipo.
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