venerdì 30 ottobre 2009

intolerance

Gli orali dell'esame di stato cominceranno il 23 novembre, hanno estratto la lettera V quindi per arrivare alla S ci vorrà un bel po'.
Non ho nessunissima voglia di mettermi a studiare, nè tantomeno di stare ad ascoltare chi si lagna senza motivo.
Andiamo lì e vediamo che succede, che sarà mai..

Nel frattempo, le cose cambiano anche sul lavoro (se proprio vogliamo chiamarlo così) e io cerco di lottare tutti i giorni per trattenere la rabbia.
Via Paolo Fabbri non è mai stata così spenta e, soprattutto, così sporca. Ho saputo da poco che la mia cara Perù (a cui va tutta la mia solidarietà per la varicella, il bancomat e quant'altro) non tornerà..non a Natale. E tocca disperarsi. Non so, a volte rimpiango troppo via Tempesta a Roma..chiunque c'era in casa, un attimo per bere un caffè, una birra o una camomilla c'era sempre. Ed era bello..poterci contare.
Ora..l'unico motivo che mi trattiene ancora qua è che non guadagno a sufficienza per andare a vivere da sola. E non credo che succederà a breve, quindi..

Ho rovesciato del tè sopra al mac, ora è dal medico..ho preso il pc di mio padre, un Acer nuovo nuovo che sto veramente odiando con tutta me stessa, causa: Vista. Se passi da un Mac a un pc la vita diventa proprio più brutta..nemmeno l'hard disk estero mi legge! Bah.

Ho fatto 27 anni. E sono stata un weekend a casa, a Montegranaro, introducendo finalmente la mia dolce metà ad una parte della mia vita, e della mia famiglia. Mancava il pezzo più grosso, però. Quindi forse non vale.

Stasera vado a vedere gli Zen Circus. Olè.

martedì 13 ottobre 2009

indignamoci ancora, vi prego

Qualche giorno fa mi arriva questa mail



Cari amici,
a tutti voi che un giorno vicino o lontano siete stati aspiranti collaboratori,
voi che avete mandato curriculum o proposte di articoli, che ci avete scritto una volta sola o molte, che avete superato la prima selezione o che non siete mai stati richiamati, a tutti voi segnaliamo il nuovo bando per recensori di Giudizio Universale.
Qui trovate le nuove regole: http://www.giudiziouniversale.it/bando
Se ancora avete voglia di giudicare, è il momento di riprovarci.
La Redazione




Mi incuriosisco, perchè svariati anni fa avevo provato a candidarmi, ma non mi presero, non ricordo nemmeno se avevo mandato qualche pezzo o no.
Comunque. Ricordo che era una rivista figa in cui scrivevano tante belle persone anche note, e che a volte la vedevo in Feltrinelli.
Vado sul loro sito.
E trovo questo.


GU cerca collaboratori

Giudizio Universale rinasce sul web e cerca collaboratori, che recensiscano libri, cinema, musica, teatro, arte, fatti e personaggi di politica e attualità. Fianco a fianco con le sue storiche firme. Gratis.

Vogliamo trovare in giro per l'Italia i talenti nascosti. Per condividere insieme a voi un grande impegno culturale e civile.

La selezione parte da oggi, ed è permanente.



Allora. Mi prendete in giro vero? GRATIS. Perchè tanto io faccio un mestiere inutile.
Mando una mail abbastanza critica:



Ah certo, gratis.

Lo sport ormai consolidato in Italia. Scrivi? Bene, fallo gratis. Ed il bello è che qualcuno che accetterà ci sarà sempre.

"I talenti nascosti" secondo voi dovrebbero prestare per voi opera dell'ingegno, tempo e pazienza, solo per perchè in cambio il proprio nome può essere accostato alle "grandi firme"? In più, con una selezione che sembra dura.

Sinceramente, credo che bisognerebbe cominciare a vergognarsi. Sto per diventare giornalista professionista e dopo 3 anni di stage gratuiti e sfruttamento, dopo le pacche sulla spalla, la precarietà, l'incertezza di non sapere quando a 27 anni potrò mai farmi una famiglia solo perchè nella mia vita ho scelto di "scrivere" ...vi dico gentilmente di smetterla di prenderci in giro. Ho promesso a me stessa che a meno che non sia un lavoro socialmente utile, io gratis non scrivo più. A costo di andare a servire hamburger.

E non c'entra la crisi. Il giornali, le riviste letterarie, quelle musicali, quelle d'arte..tutto gratis, da sempre. Ma la professionalità allora non conta nulla? Oppure volete i bravi e gli esperti senza dar nulla in cambio?

Saluti.

Sara Scheggia


E mi rispondono anche chiamandosi la ragione. I costi che aumentano etcetcetc la libertà di farlo gratis. Chiaro.


cara sara,
in linea generale lei non ha torto: attualmente il sistema editoriale - diremmo il sistema economico tout court - è strutturato in modo tale che le professioni cosiddette intellettuali sono svilite, prima dal punto di vista della considerazione e di conseguenza da quello monetario. non è solo il gratis delle riviste ad essere vergognoso, ma anche i 7 euro pagati dalle cronache locali dei quotidiani, per un articolo che quando va bene richiede mezza giornata di lavoro - a fronte per fare solo un esempio dei 100 euro pretesi da un idraulico per un intervento di un'ora scarsa (ed esentasse, beninteso).
di questo sistema la nostra piccola rivista è ingranaggio minuscolo, più facilmente inquadrabile nel ruolo di vittima che in quello di carnefice: quante volte ci siamo sentiti dire che 5 euro per un mensile (di 100 pagine e circa 60 articoli) erano troppi, da chi magari in quel momento sorseggiava mezzo bicchiere di vino pagato 8 euro!

nel caso specifico Giudizio Universale - che nella sua versione cartacea retribuiva tutti, e soprattutto i collaboratori "giovani" discretamente - si trova in una situazione in cui l'unica alternativa alla drastica riduzione delle spese è la chiusura totale. siccome continuiamo a credere fortemente nell'idea di una stampa libera, proviamo a continuare. ci siamo trasferiti sul web, che ha il vantaggio di non comportare spese di stampa e distribuzione, ma lo svantaggio di fornire introiti zero. intanto stiamo sviluppando un progetto che ci consenta di rientrare "sul mercato" per garantirci non la ricchezza ma la sopravvivenza. nel frattempo ai collaboratori (senza discriminazione tra noti ed esordienti) non possiamo offrire compensi se non quello morale: non dell'essere accostati a firme di prestigio, ma del contribuire e sentirsi parte di un progetto che crediamo appassionante e degno di andare avanti.

liberissima lei di cercare solo lavori retribuiti - fossero anche non in giornali ma in pub - come liberi gli altri che in gran numero ci stanno rispondendo. il bello, come dice lei, è che ci sono sempre

grazie e saluti

la redazione




Ma basta su. Paese del cavolo in cui viviamo. Giornalismo che non ha origini comemrciali ma solo letterarie e politiche. Mi sono sentita parte di talmente tanti progetti, che ormai credo che i progetti non esistano. Non sono mai esistiti. E nessuno li vuoli leggere, i progetti di questo tipo.

martedì 29 settembre 2009

that's just panic

settimana prossima faccio lo scritto per diventare professionista

ho cominciato a studiare l'altro ieri


si salvi chi può.

mercoledì 2 settembre 2009

Milano.

Dopo due settimane e mezzo, posso cominciare a dare le mie prime impressioni.
Purtroppo di città ho visto poco, così come della vita che si fa qui.
Poco perchè gli orari a Mf sono abbastanza duri e poi perchè arrivando il 17 agosto non c'era nessuno.

Il primo impatto infatti è stato devastante. Una città desolata, vuota, percorsa nelle sue strade che trasudano solo cemento e asfalto da vecchietti soli e rincoglioniti, migranti, gente pazza. Proprio triste. Aria inesistente, clima caldissimo e africano, sensazione perenne di mancanza di respiro.

Fuggo a Bologna nei weekend, ovviamente. Le Due Torri da qui mi sembrano un'oasi nel deserto.

In redazione le mura ricoprono tutto, non ci sono finestre, da nessuna parte. Solo corridoi tutti uguali pieni di porte (tutte uguali). La gente è gentile, formale. Ma si ferma ad uno strato di chiacchiera invisibile che, alla fin fine, proprio non apporta nulla alla tua giornata.

Non si capisce bene cosa mi affidano. La tipa che mi sommerge letteralmente di cose da fare per il sito chiama Wall Street "Wally", affettuosamente. Questo dovrebbe già darvi il senso delle cose.

L'atmosfera è da giovani rampanti, ma settembre cambia il passo...ora si parla di vacanze fatte, Vietnam Sardegna Argentina e andate tutti a fanculo.
Poi, di figli da inserire all'asilo. Privato, ovviamente. Al pubblico non c'è mica posto. Qui in molti asili "l'inserimento" è previsto che la mamma stia con il bimbo a scuola un'ora al giorno per le prime settimane. Il primo anno di nido e anche il secondo.

Pensa un po'.

E poi..i corsi di psicina etc etc.

Dall'altra parte, sono rientrati quelli che lavorano alla moda. Mmmm....altro che il Diavolo veste Prada. E' tutto uno sfoggiare di firme scarpe e vestiti nuovi. Io dal canto mio mi siedo, faccio il mio lavoro, finchè ce n'è.

Mi sono ammalata due giorni. E' come se non se ne fossero accorti.

Sto imparando molto, quello è sicuro. Ma forse non vorrei proprio lavorarci qui. E' troppo chiuso..se proprio devo starmene chiusa in un ufficio, preferisco farlo per ore classiche al dì, tipo 9 to 5.

Stasera forse riuscirò a fare il mio primo aperitivo e questo weekend mi fermo e finalmente girerò un po'. Bologna mi manca, e anche il mio lavoro lì. Ma è davvero rimasto poco.

Poi, ovviamente, ci sarà tutto il tempo per lagnarsi della precarietà e di quant'è difficile in questo periodo di merda venire pagati.

Giurin giurello, ad ogni costo: io a gratis non ci lavoro più, a meno che non lo consideri volontariato o proprio mi piaccia quel tipo di lavoro.
Basta.


P.S. Al prossimo che mi dice che i Navigli sono belli mi incazzo davvero..non ho nulla contro questa città, anzi mi sembra piena di proposte e cose da fare. I Navigli mi sembrano una zona affascinante e caotica...ma da qui a dire che sono esteticamente belli...ma l'avete mai visto Trastevere?

martedì 11 agosto 2009

choose your mood

Tra i vari siti che fanno ascoltare musica in streaming, gratuitamente, questo è particolarmente ben fatto, per facilità d'uso e scelta delle canzoni.

Stereomood

Si può scegliere lo stato d'animo che si vuole e via. Le canzoni partono, mai banali, mixate sapientemente.
Magia del web 2.0. Ed è tutto gratis.

La settimana prossima vado a Milano. Proxima parada..sono inquieta, cerco di capire se ne ho davvero voglia, se non è un bene staccare un po' da questi ritmi ormai consolidati, e cercarne degli altri. Entrare in contatto con una nuova realtà.

Il punto è che nello stato di pre-precarietà in cui viviamo io, e molti altri miei colleghi, all'ennesimo toc toc ad una porta la sensaizone non è più adrenalica. Si ripare dall'inizio, testa bassa e un pacco di umiltà di grosse dimensioni. Pronti a farsi sfruttare, declassare all'ultimo rango dei lavoratori.
"Spalare la neve", come direbbe il vecchio Murakami.

Pre-precarietà è uno stato che precede la precarietà dei contratti a termine, dei cococo, dei contratti a progetto. E' uno stato in cui tutto ciò che puoi bramare è proprio uno straccio di progetto. E immaginare che ci sia qualcuno che un giorno possa chiamarti per dirti "ci servi. Ma non per una giornata. Per un lasso di tempo che supera la settimana", è quasi impossibile. La nostra mente fatta di aggiornamenti di status non lo concepisce.
Beh, è una merda. E' deprimente. Perchè uno ha tanto da imparare, sempre. Ma non per questo deve essere messo ai margini della società del lavoro in questi termini, passati i 25 anni. E se prima valeva per il giornalismo, ora è così un po' in tutti i settori.


Anche l'anno scorso non ho fatto vacanze, ma Roma aveva un abbraccio diverso, per chi continuava a viverla nella più assoluta solitudine. Sì, era tutto chiuso allo stesso modo, ma l'atmosfera era diversa. Più luci accese nelle case, più rumori di piatti che si sentono dalle finestre, più presenze. E non mi riferisco solo ai turisti.
Bologna in questi giorni è di una desolazione infinita, tornare a casa in bici alle 9 di sera mi fa sentire come se stessi rincasando alle 5 del mattino.

I Radiohead sono classificati nei seguenti mood:

melancholy
sad
dreamy

Toh, c'è anche Caetano Veloso che con Gilberto Gil cantano "Cada macaco en seu galho". Spero che qualcuno mi pensi, mentre vede qualche macaco nella giungla.

Buon ferragosto.

sabato 1 agosto 2009

Singhiozzi e ribellioni d'estate

Ieri mi sono regalata un pranzetto al mio ristorante preferito, il vegetariano di Strada Maggiore. Accanto a me, una coppia faceva attentamente una lista delle cose da portarsi in vacanza: crema, shampoo, saponette, il caffè, un pacco di biscotti, qualche cartone di latte..la carta igienica..
Io sola soletta in un angolo pensavo a che miraggio sono diventate le "ferie". Quelle pagate, quelle meritate, quelle che ti fanno fare il conto alla rovescia quando sei al lavoro e fuori i gradi aumentano sempre di più..

Io ho passato l'intera settimana alla Cgil. A recepire un bollettino di guerra che ogni giorno sputa dati inquietanti e stima sciagure. Dai sindacati, tutto sommato, è bello andare..c'è quell'ambiente grigiastro molto anni '70, con i portaceneri in tutti gli uffici, l'odore di fumo..

Nel frattempo, si scatena la polemica per la Ru486, con la chiesa che lancia anatemi di scomunica e i giovani dabbene che protestano "per la vita". Ma insomma: perchè deve decidere un ristretto gruppo di persone, nella maggioranza uomini, di quel che una donna vuole fare con il suo corpo? E poi: il tempo previsto entro il quale prendere la pillola abortiva è sette settimane, ben meno dei tre mesi dell'aborto chirurgico...per quale motivo protestate tanto? Perchè abortire diventa come un bicchier d'acqua? Allora va bene, restiamo un paese vecchio, fatto di vecchi, in cui non c'è modo di togliersi di dosso la pesantezza di un vaticano che deve sindacare su tutto. Avete denunciato le scappatelle di Berlusconi, ok..ma ora volete davvero un baratto su questo, per perdonare qualche peccatuccio?

La morale cattolica influenza tutto. E con la storia del perdono qua rischiamo di farle passare tutte, proprio tutte. La ragione per cui in Inghilterra o negli Stati Uniti ci si dimette dopo qualsiasi cazzata, va cercata anche nel protestantesimo, che del perdono non ha fatto una bandiera.

Impotenza, afa, desolazione.

Ecco dove viviamo.

giovedì 30 luglio 2009

vuota e da pensionati

Non si può bere seduti per terra
Non si può comprare alcol dal pachi dopo le 22
Non si può oltrepassare le 23.30 per i concerti

Non c'è niente da fare. Nè un concerto interessante, solo cinema all'aperto e di alta qualità (non che faccia male, ma se esco alle 22 da redazione non ho proprio voglia di vedermi un film muto oppure con i sottotitoli dallo svedese)

La mia dolce metà è in ferie dall'altra parte del mondo.
Fanno 40 gradi e io e Midori ci squagliamo.

E poi non venitemi a dire: Nicoletta rilancia l'estate.
Sì, con la lirica e i laboratori per bambini..

Un'estate da pensionati insomma.
Vorrà dire che finirò Dance Dance Dance che sto divorando e farò la tesi.

Olè.