Tra i vari siti che fanno ascoltare musica in streaming, gratuitamente, questo è particolarmente ben fatto, per facilità d'uso e scelta delle canzoni.
Stereomood
Si può scegliere lo stato d'animo che si vuole e via. Le canzoni partono, mai banali, mixate sapientemente.
Magia del web 2.0. Ed è tutto gratis.
La settimana prossima vado a Milano. Proxima parada..sono inquieta, cerco di capire se ne ho davvero voglia, se non è un bene staccare un po' da questi ritmi ormai consolidati, e cercarne degli altri. Entrare in contatto con una nuova realtà.
Il punto è che nello stato di pre-precarietà in cui viviamo io, e molti altri miei colleghi, all'ennesimo toc toc ad una porta la sensaizone non è più adrenalica. Si ripare dall'inizio, testa bassa e un pacco di umiltà di grosse dimensioni. Pronti a farsi sfruttare, declassare all'ultimo rango dei lavoratori.
"Spalare la neve", come direbbe il vecchio Murakami.
Pre-precarietà è uno stato che precede la precarietà dei contratti a termine, dei cococo, dei contratti a progetto. E' uno stato in cui tutto ciò che puoi bramare è proprio uno straccio di progetto. E immaginare che ci sia qualcuno che un giorno possa chiamarti per dirti "ci servi. Ma non per una giornata. Per un lasso di tempo che supera la settimana", è quasi impossibile. La nostra mente fatta di aggiornamenti di status non lo concepisce.
Beh, è una merda. E' deprimente. Perchè uno ha tanto da imparare, sempre. Ma non per questo deve essere messo ai margini della società del lavoro in questi termini, passati i 25 anni. E se prima valeva per il giornalismo, ora è così un po' in tutti i settori.
Anche l'anno scorso non ho fatto vacanze, ma Roma aveva un abbraccio diverso, per chi continuava a viverla nella più assoluta solitudine. Sì, era tutto chiuso allo stesso modo, ma l'atmosfera era diversa. Più luci accese nelle case, più rumori di piatti che si sentono dalle finestre, più presenze. E non mi riferisco solo ai turisti.
Bologna in questi giorni è di una desolazione infinita, tornare a casa in bici alle 9 di sera mi fa sentire come se stessi rincasando alle 5 del mattino.
I Radiohead sono classificati nei seguenti mood:
melancholy
sad
dreamy
Toh, c'è anche Caetano Veloso che con Gilberto Gil cantano "Cada macaco en seu galho". Spero che qualcuno mi pensi, mentre vede qualche macaco nella giungla.
Buon ferragosto.
martedì 11 agosto 2009
sabato 1 agosto 2009
Singhiozzi e ribellioni d'estate
Ieri mi sono regalata un pranzetto al mio ristorante preferito, il vegetariano di Strada Maggiore. Accanto a me, una coppia faceva attentamente una lista delle cose da portarsi in vacanza: crema, shampoo, saponette, il caffè, un pacco di biscotti, qualche cartone di latte..la carta igienica..
Io sola soletta in un angolo pensavo a che miraggio sono diventate le "ferie". Quelle pagate, quelle meritate, quelle che ti fanno fare il conto alla rovescia quando sei al lavoro e fuori i gradi aumentano sempre di più..
Io ho passato l'intera settimana alla Cgil. A recepire un bollettino di guerra che ogni giorno sputa dati inquietanti e stima sciagure. Dai sindacati, tutto sommato, è bello andare..c'è quell'ambiente grigiastro molto anni '70, con i portaceneri in tutti gli uffici, l'odore di fumo..
Nel frattempo, si scatena la polemica per la Ru486, con la chiesa che lancia anatemi di scomunica e i giovani dabbene che protestano "per la vita". Ma insomma: perchè deve decidere un ristretto gruppo di persone, nella maggioranza uomini, di quel che una donna vuole fare con il suo corpo? E poi: il tempo previsto entro il quale prendere la pillola abortiva è sette settimane, ben meno dei tre mesi dell'aborto chirurgico...per quale motivo protestate tanto? Perchè abortire diventa come un bicchier d'acqua? Allora va bene, restiamo un paese vecchio, fatto di vecchi, in cui non c'è modo di togliersi di dosso la pesantezza di un vaticano che deve sindacare su tutto. Avete denunciato le scappatelle di Berlusconi, ok..ma ora volete davvero un baratto su questo, per perdonare qualche peccatuccio?
La morale cattolica influenza tutto. E con la storia del perdono qua rischiamo di farle passare tutte, proprio tutte. La ragione per cui in Inghilterra o negli Stati Uniti ci si dimette dopo qualsiasi cazzata, va cercata anche nel protestantesimo, che del perdono non ha fatto una bandiera.
Impotenza, afa, desolazione.
Ecco dove viviamo.
Io sola soletta in un angolo pensavo a che miraggio sono diventate le "ferie". Quelle pagate, quelle meritate, quelle che ti fanno fare il conto alla rovescia quando sei al lavoro e fuori i gradi aumentano sempre di più..
Io ho passato l'intera settimana alla Cgil. A recepire un bollettino di guerra che ogni giorno sputa dati inquietanti e stima sciagure. Dai sindacati, tutto sommato, è bello andare..c'è quell'ambiente grigiastro molto anni '70, con i portaceneri in tutti gli uffici, l'odore di fumo..
Nel frattempo, si scatena la polemica per la Ru486, con la chiesa che lancia anatemi di scomunica e i giovani dabbene che protestano "per la vita". Ma insomma: perchè deve decidere un ristretto gruppo di persone, nella maggioranza uomini, di quel che una donna vuole fare con il suo corpo? E poi: il tempo previsto entro il quale prendere la pillola abortiva è sette settimane, ben meno dei tre mesi dell'aborto chirurgico...per quale motivo protestate tanto? Perchè abortire diventa come un bicchier d'acqua? Allora va bene, restiamo un paese vecchio, fatto di vecchi, in cui non c'è modo di togliersi di dosso la pesantezza di un vaticano che deve sindacare su tutto. Avete denunciato le scappatelle di Berlusconi, ok..ma ora volete davvero un baratto su questo, per perdonare qualche peccatuccio?
La morale cattolica influenza tutto. E con la storia del perdono qua rischiamo di farle passare tutte, proprio tutte. La ragione per cui in Inghilterra o negli Stati Uniti ci si dimette dopo qualsiasi cazzata, va cercata anche nel protestantesimo, che del perdono non ha fatto una bandiera.
Impotenza, afa, desolazione.
Ecco dove viviamo.
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