sabato 31 gennaio 2009

il patto non funziona

..nè in un senso, nè nell'altro.


Cazzooo!
Cazzooo!
Cazzooo!


E si aspetta Godot, e Vladimiro è più pazzo di Estragone, ma il più pazzo di tutti è Pozzo.

E continuo a fare sogni strani. L'ultimo: cucina non ben identificata piena di blatte, di insetti, e io che cerco nell'agenda il numero del signore della disinfestazione. E poi una cena, e io ero con P., e lui era venuto in Italia per restarci, trovare lavoro e vivere con me ed eravamo tanto felici. E alla cena c'erano tutti! Tutti tutti, anche le coppie malefiche, anche amici persi di vista. E io ero tanto felice. Però le blatte non erano ancora andate via.

Ora:
Chi è la blatta?
Chi è il disinfestatore?


Per fortuna che non ho tempo di pensare. E infatti sogno.

Tra 4 giorni mio nipote fa 4 anni.
E gennaio è già finito.
E già ho i primi due dischi del 2009.

Forse è ora di andare un po' a casa.

lunedì 26 gennaio 2009

muerta




Pile davvero esaurite.

Artefiera mi ha consumato, anche se devo dire che l'esperienza è stata bella, a prescindere dalle follie, la disorganizzazione e la mole di lavoro.
Mi scopro adatta per la radio, radiofonicamente funziono, nonostante l'accento marchigiano che si sente, le pause, il raffreddore e le sigarette.

Sono 5 giorni che non faccio che fiera-casa e casa-fiera, nada mas.

Ho scoperto una bellissima compagna di viaggio, e un paio di personaggi che mi piacerebbe incontrare di nuovo.
E ho lavorato con una delle donne più potenti e dure del mondo dei media italiano, che ha apprezzato parecchio il nostro lavoro. Dunque...satisfaction.

Certo, poi arrivano telefonate strane, con una disinvoltura che mi lascia attonita. Non so se sono più incazzata o offesa. Sorvolando su alcune figure non proprio splendide che ormai mi fanno abbandonare ogni coinvolgimento paragonabile a qualcosa di emotivo. Prima o poi saprò.

Altra settimana no stop in arrivo, e mercoledì comincio al 100% col corso di teatro...non voglio certo fare l'attrice, ma mi servirà. A controllarmi, almeno.

Mi è arrivato il secondo demo dei margareth che già mi piace un sacco. Il report dei Calibro con le mie interviste audio è online e in cantiere ho altre cose carine.

Forse abbiamo trovato il sostituto di Perù. Sigh.

Voglio andare a Fes, a marzo. E a Pasqua mi sa che andrò a Bristol.
Necesito descansar.

domenica 18 gennaio 2009

uff



Dai mi assomiglia un po', no?

Beh, questa doveva essere una settimana di riposo. Di dormite, lettura, caffè pomeridiani, giri, chiacchiere..
E invece..i soliti cazzi, che poi alla fine portano a ben poco.
Da un lato è tornata l'adrenalina, mentre cammino sotto i portici, mentre vado ad una conferenza, mentre ascolto Conventional Wisdom ed ho un sacco di carica e l'ansia cala, perchè quella riunione l'hanno spostata.
E mi manca la terra sotto i piedi, e giro come una pazza, faccio tante telefonate, disdico appuntamenti, prendo vaffanculo, ricevo messaggini galanti, fisso appuntamenti, poi li disdico.
Poi giro sotto i portici come uno zombi, con gli occhiali che mi scendono, il sorriso spento, e la consapevolezza di sentirmi un po' sporca. Un po' strana. Un po' come se la giostra continua a girare ma tu come al solito il biglietto l'hai fatto troppo tardi. Non ho dormito, e ho avuto strane conversazioni. Abbastanza assurde.

Poi arriva il weekend, e io ho la sensazione di non aver combinato nulla di concreto.
Arriva il weekend, iniziamo anche a vedere un po' di persone per questa stanza, che mi parte perù e io non so come farò. E comunque si presentano tutti ragazzi, e siam qua che facciamo dei colloqui, e poi commentiamo e ci divertiamo un sacco.
Come abbiamo più volte ripetuto nel mese romano con la collega romana: bisogna osare. Bisogna buttarsi. Lei si è sporta, si è buttata..beh caspita, stavolta anche io. E poi come. E su quanti fronti. Però cavolo....proprio non si vede? Ma proprio non riesco a farti capire per bene? Eppure...dovrei avere anche occhietti strani, no? Non era come diceva roberta che dai miei occhi poi si capisce tutto? E anche un certo sorriso, un certo rossore..dai.
Va beh.

Poi succede che alle 2 del mattino in un'enoteca figa mai vista io e Perù facciamo un patto. E siccome lei parla poco ma ci azzecca, io decido di sottoscriverlo (e lei poi si chiede: ma io che ci guadagno?). Vedremo.
In realtà ha ragione: basta con le cose complicate.
Ma anche quando ci provo a sceglierle semplici poi si incasina tutto. E viene fuori la normalità media dell'italiano medio.
Com'è che faceva quella canzone che cantava sempre un mio caro amico...dos mujeres a la vez..como se hace, en querer dos mujeres a la vez.

Bah.

Comunque il 2009 è iniziato a palla.


Una settimana a Bologna e succede di tutto.
A Magazzeno Bis mi hanno praticamente obbligato a fare una domanda. Ahhh.
Venerdì sono arrivati Nicko, Pelo e Robin. Wow.
E bho...è successo di tutto.
Giuseppe e Sabina mi hanno regalato una t-shirt con scritto la mia frase.
"Sì però è figo".

E poi...ho intervistato Black Eyed Dog, e mi sto innamorando di questo disco. Poi uscirà la rece, già domani l'intervista.
E io mi sciolgo, e ho bisogno di avere una parola segreta anche io, e poi...e poi mille cose.

E il mondo è piccolo.

E io continuo a pensare che conventional wisdom sia davvero un pezzo bellissimo.




Sometimes life surprises
cause youd never expect it to be that
dangerous disguises
that you never expect to see

some things never change
nothings gonna change that
some things you cant explain
like why we're all embracing conventional wisdom in a world thats just so unconventional

venerdì 9 gennaio 2009

sogni, termini, stop e partenze

Stanotte ho fatto un sogno molto strano.
Ero all'aperto, di notte. Tanta gente intorno che scappava, tutti a mettersi al riparo. Cielo scuro da cui iniziano a cadere bombe, o presunte tali. Più che bombe, erano pezzi di lava infuocata, come dei meteoriti di fuoco, a pioggia dal cielo. Ci stendiamo per terra, sono con una persona. Un uomo. Che si sdraia vicino a me, mi tiene la mano. E poi si sdraia sopra di me, per coprirmi dalla lava con il suo corpo. Evitiamo i meteoriti e il cielo sembra calmarsi. Dopo un po' però un nuovo pericolo: dall'alto piovono oggetti strani, sembrano pagliuzze azzurre, che al contatto si aprono diventando aghi lunghissimi e affilati. Il mio lui è con me, mcontinua a stringermi la mano. Io mi giro su un fianco e gli dico: "qualsiasi cosa succeda, ricordati che sei la cosa più bella, importante e preziosa che ho". Poi è suonata la sveglia.

Non riesco a ricordarmi il suo viso.


Ultimo giorno di lavoro romano. Dubbi, tanti, sul futuro prossimo, sui tagli che tutti sembrano approntare nei prossimi mesi. Sulle speranze di trovare una qualche collocazione in quello che è, volenti o nolenti, il fottutissimo mercato del lavoro.
Ma non voglio pensarci, non oggi. Non più. La settimana prossima avrò 7 interi giorni di meritatissimo riposo: sette giorni di stacco, di svacco, da dedicare al cazzeggio più assoluto. Grande. Non succedeva da tempo, e ne ho proprio bisogno.

Domenica torno a Bologna, sono contenta.

martedì 6 gennaio 2009

Finalmente, ce l'ho fatta

Mi porto dietro questo libro da due mesi. Questo insignificante, stupido e inutile libro, che mi sono imposta di leggere per dare un'altra chance all'autore, per vedere se ero io che mi sbagliavo.

Ennesima conferma: Alessandro Baricco non mi piace, e non mi piacerà mai.



City è una storia fatta di tante altre storie. Utilizza un linguaggio a volte poco convenzionale, che traspone l'oralità contemporanea o le onomatopee di fumetti e televisione. Mischia linguaggi, in un sincretismo che, al giorno d'oggi, non ci stupisce affatto. Forse quando è uscito, nel 1999, poteva colpire di più, ma mille altri autori, molti anni prima di lui avevano iniettato nella narrativa modi di scrittura e spazi linguistici molto strani, originali, innovativi.
Dunque, Baricco non inventa nulla.
Ma al di là di questo, non credo che per fare un buon lavoro si debba sempre inventare qualcosa. Anzi.
Il fatto è che c'è un'apparente complicatezza, una profondità solo accennata. Ti senti un lettore stupido, che non riesce ad orientarsi tra tutti questi fili, che magari a volte non capisce.
E invece sei semplicemnte preso per il culo. Davvero.
E la cosa più fastidiosa è l'interruzione senza alcuno scopo dei dialoghi. Si aprono digressioni infinite e, ripeto, inutili. Ti viene di voglia di saltarle, e le salti. Perchè non aggiungono nulla, non hanno un qualche fine semantico, nè semiotico.
E' reale fastidio. Spaccheresti la testa all'autore. E non credo nemmeno sia voluto, non lo faccio così furbo.
Poi...carina la storia del genio di 15 anni che vuole tornare a fare il bambino perchè ha perso la sua adolescenza...bho, magari anche Qui, Quo e Qua hanno avuto traumi simili. O anche Russel Crowe in A Beautiful Mind...
voglio dire...già l'idea è debole. In più me la condisci talmente tanto, mostrando i muscoli di una creatività sterile, fastidiosa, irritante, che in realtà produce solo no-sense intorno. E non perchè il no-sense non abbia un qualche valore in questa epoca culturale, anzi.
E' davvero una scrittura vuota. Inutile. CHE VUOLE UMILIARE IL LETTORE FACENDOLO SENTIRE IGNORANTE. IN REALTA', IL PIU' IGNORANTE E' PROPRIO LUI, L'AUTORE. E I LETTORI LO SANNO.


E QUINDI LO MANDANO A FANCULO.


Amen.
Finalmente posso passare avanti.