martedì 26 gennaio 2010

Burqa, hijab, niqab, chador


Foto da www.flickr.com


NOTIZIA DEL GIORNO:


Le attese conclusioni della commissione parlamentare di studio
Il bando solo in esercizi e uffici pubblici. La sanzione: il rifiuto del servizio
Francia, verso il divieto di burqa
"Offende i valori nazionali"

La legge andrà probabilmente in discussione dopo le elezioni regionali di marzo
Il dibattito divide i politici. Sarkozy: "Il velo integrale non è benvenuto"


PARIGI - La Francia va verso il divieto del burqa e del niqab nei luoghi pubblici. La commissione di studio istituita dal Parlamento francese ha infatti raccomandato che il velo islamico che copre interamente il volto delle donne sia vietato in tutte le scuole, gli ospedali, i trasporti pubblici e negli uffici statali. Il burqa, è la conclusione del rapporto, offende i valori nazionali della Francia.



Prima di tutto, un po' di ordine.

L'hijab: è il velo semplice, quello che copre solo i capelli per capirci. Quello che vedete sugli autobus o ai banchi della frutta al mercato. Standard e, in certe occasioni, indossato anche su abiti succinti, nelle ragazze meno tradizionaliste.

Il Niqab: lascia scoperti solo gli occhi. Ma non necessariamente è lungo fino ai piedi.

Il Chador: è l'abito tradizionale iraniano, usato dalle donne per comparire in pubblico. E' un insieme di hijab (velo) e mantella lunga e larga che nasconde tutto. Può anche avere una parte in più che lascia scoperti solo gli occhi, ma non necessariamente. L'importante è che sia una veste larghissima e lunga.

Il Burka: è la copertura integrale. Solo qualche fessura per gli occhi.



Ora. La Francia non vuole vietare il velo, ma il BURKA. Cioè quel capo che rende le donne dei fantasmi.

Leggendo qualcosa sull'Iran ed interessandomi al tema, anche in relazione alla condizione degli immigrati in pianta stabile in Occidente, la mia opinione può essere solo una. Sì, è giusto vietare il burka nei luoghi pubblici. Anche considerando che spesso il fondamentalismo aumenta proprio nella condizione di immigrazione, usato come strumento per proteggere e rafforzare l'identità, minacciata dalla contaminazione culturale.
E' giusto che una donna voglia velarsi. O voglia coprirsi, anche perchè va considerato che l'abitudine ad andare in giro senza aver nulla in testa non c'è. Ma non credo sia giusto che, una volta emigrata in un paese in cui nessuno la obbliga a portarlo, debba uscire solo con il burka. E' una sottomissione che, secondo me, va al di là di ogni credo religioso. Anche perchè secondo alcune correnti il Corano non nomina affatto il burka, ma solo l'hijab.

Così come io mi velo quando vado in Marocco, in Iran, o in Turchia, in certi posti, la donna deve accettare che qui non è obbligata a farlo. E che in certi luoghi l'obbligo è al contrario.

Questa è l'idea che mi sono fatta. Perchè non credo proprio che le donne vogliano metterselo, il burka. (che, attenzione, NON E' PARAGONABILE AL BURKINI!! LI SIAMO NOI ITALIANI, ANZI I LEGHISTI E GLI INTOLLERANTI, CHE FANNO PASTICCI)

Ecco, cos' la penso. Liberi di vederla in altro modo.

1 commento:

Roberto ha detto...

D'accordissimo con te, chi meglio di una donna può avere la sensibilità per giudicare? Io, da maschio, mi affianco al tuo pensiero e mi complimento, anche per la splendida foto, se mi permetti.
ciao