domenica 31 agosto 2008

Bologna I'm back

Dopo 6 ore di code (e l'Ansa dice ce ne sono state poche oggi..mah!) arrivata finalmente in via Paolo Fabbri. Con la mia fiammante seicento, Paolo e il piccolo Sparkie e mille valigie. Gli albanesi.
Per fortuna Chiara (la signorina Tom Tom) ci ha consigliato una buona alternativa facendoci uscire a Ravenna..

Arrivata distrutta a casa, ancora con la salsedine del mare addosso. Prima di partire infatti l'ultimo bagno..
Si ricomincia, da un'altra parte, un'altra cosa, molto diversa...non ho avuto neanche il tempo di pensare e realizzare che tutto è cambiato. Due mesi fa forse ero un'altra persona...Roma è stata salvifica, come sempre. Ma non credo sia stato solo il posto..

Grazie a via Tempesta, a tutta Radiocor, alla signora del bar del terzo piano (mi stavo commuovendo quando sono passata a salutarla). A Palazzo Chigi, e le interminabili attese con Michela e le altre della repubblica degli stagisti romani. Grazie al mio registratore, sempre fedele e analogico.
Grazie ai gatti di Roma, ai suoi autobus sempre pieni e in ritardo, al caldo atroce, agli aperitivi, al Pigneto, ai mojito...
Grazie Eli, due mesi fantastici..dai che il Sorpasso andrà bene.
E grazie a chi per via telematica mi fa capire che qua c'è qualcuno che mi aspetta a braccia aperte.
Son qua, e una voglia pazzesca di fare a pezzi questa città. E la sensazione di poggiare le cose e sapere con certezza che ci passerò tutto l'inverno...è da paura. E poi ora ho la mia seicento, con me.

il campo rom di via dameta

I bambini del campo rom di via Dameta (La Rustica) vanno a scuola, alcuni parlano molto bene l’italiano, addirittura con accento romano. Tra di loro parlano in “zingarese”, e qualcuno sostiene di sapere anche lo slavo o il francese, da piccoli ci hanno vissuto qualche mese. “Da piccoli”, appunto. Perché ora sono già grandi. Ci accolgono con slancio e affetto, ci prendono la mano, cantano canzoni che forse farebbero storcere il naso a bimbi italiani della stessa età. Chiedono senza tregua come ci chiamiamo, come si chiamano i nostri genitori e i nostri fratelli. Sono curiosissimi, come bambini. Anche se alcuni di loro, a 12 anni, di bambini veri ne hanno tirati su almeno tre. E ti rispondono ‘è stata dura, ma ce l’ho fatta’. Poi, ammirano ad occhi aperti i più grandi, annusano i loro capelli profumati (‘che buon odore, oggi hai fatto il bagno?’) e imitano i loro miti adolescenziali, dai ballerini di Maria de Filippi ai cantanti stranieri ospitati dagli ipod degli adolescenti italiani.
Sono sporchi, i bambini del campo rom di via Dameta, un po’ come tutti i rom. Ma, come tutti i bambini del mondo, non se ne curano granché. I loro fratelli e sorelle più grandi, invece, si vestono e curano come qualunque teenager romano, quasi come se la pulizia personale sia un rito di iniziazione al mondo dei grandi, una condizione temporanea durante la quale si sceglie un compagno e si fanno i figli. Per poi ritornare sporchi, a volte. E i bambini lo conoscono questo strano ciclo di vita, che va più veloce di quello dei loro compagni di scuola, anche se da settembre saliranno sullo stesso pulmino. Così come sanno che da grandi si beve la birra, con il rischio di ubriacarsi: “come i romeni, quelli sono troppi ormai a Roma” dicono, rivendicando l’origine slavo-bosniaca. E quasi sembrano infastiditi quando scoprono che tra i volontari ce ne sono quattro, di romeni, i romeni tra i volontari che li censiranno, ma poi prendono per mano tutti e una volta capito che su quel camper nessuno fa le punture bensì foto, ritornano bambini e diventano impazienti ed euforici. Solo per una foto.

lunedì 25 agosto 2008

Last week in Rome (.-.)

Eccoci qua, ultima settimana. Dopo quindici giorni di calma assoluta, ora il flusso di lavoro sembra riprendere, lentamente. Ho in cantiere delle cose da scrivere entro questa settimana, tra cui un viaggio insieme alla Croce Rossa in un campo nomadi, per seguire il censimento.
Tante cose, in poco tempo. Ma è pur vero che un giornalista scrive sempre meglio quando è sotto pressione, o quando ha poco pochissimo tempo. Attimi. Sprazzi di energia.

Di energia...ne ho ben poca. Comincio a sentire la stanchezza di questi due mesi, sia a livello fisico che psicologico. Tutti, bene o male, fanno un po' di vacanze..quindi mi sembra normale sentire il peso di un intero anno tutto addosso. E venerdì pit stop a Montegranaro, domenica si riparte, probabilmente con la mia 600, alla volta di Bologna. Per un'altra avventura.
Sono contenta, un po' sclerata ma assolutamente contenta.

E' indubbio, però, che in tutto questo andare sempre avanti senza fermarsi mai, ci si senta un po' soli, si facciano degli sforzi per cercare di capire gli altri (sempre) e alla fine qualcuno che capisca te, o almeno ci provi o faccia finta, è dura a trovarsi..
Vorrei sentire un po' di affetto addosso, un po' di calore familiare, un po' di attenzione...ricevere una telefonata per sentirmi dire come sto, cosa faccio, se ho mangiato, se è tutto ok..chissà perchè ne arrivano sempre di meno. Chissà perchè ho l'impressione di fare sempre le cose troppo di fretta e nel modo sbagliato. Ma è l'unico sbocco, in un altro modo non si può. Non è tigna, anzi...si tratta solo di seguire le indicazioni iniziali...

Insomma...da un lato sono esaltata per quello che faccio. Dall'altro.....dall'altro bho. Spero che qualcuno tra i miei consanguigni rinsavisca prima o poi. O magari sono io che sono tutta sbagliata, non lo so.


Scusate, magari volevate parlare chessò, di politica. O di musica, meglio. Ma purtroppo la musica in questo periodo mi ha lasciato un po' sola anche lei. E io mi rendo conto di aver sempre più bisogno di scrivere.

Comunque...la maggiorparte delle mie amiche è in vacanza. Una di loro addirittura, la cara Mrzi, ha un'occasione bellissima che ha preso al volo e torna e riparte per il Maghreb come solo lei poteva fare..

Ragazze, mi mancate tanto..ma via Paolo Fabbri è dietro l'angolo..

martedì 12 agosto 2008

quando la città si svuota

Strade deserte. Il silenzio più totale, senza nessun rumore di auto o di persone. Immobilità.
Ieri, verso mezzanotte, ero stesa sul letto a leggere in attesa di cadere tra le braccia di Morfeo, e pensavo a quanto irripetibile sia un momento come questo. Il caos romano, per un attimo fermo e muto. Come se qualcuno avesse di colpo tolto l'audio. Come se fosse appena stata scattata un'istantanea fatta di silenzio e calma.

Una sensazione di pace che ti entra dentro e ti fa rilassare, lontano dalle mille macchine sovrapposte che cercano di sorpassarsi a vicenda nelle strade più strette e senza motivi validi.
Poi, di colpo, ti viene voglia di continuare ad immergerti nella lettura per scacciare i pensieri di quelle cene estive infinte, sotto il chiaro di luna. O di quelle giornate di vacanza fatte di un intenso girovagare che presuppone un fancazzismo al 100%. Lontano dal computer, lontano dalle televisioni e dai giornali.
E invece, eccoci qua. Sempre con gli occhi davanti al pc, sempre dentro alle notizie del giorno che, Olimpiadi a parte, regalano ben poche soddisfazioni. Certo, la situazione in Georgia sta diventando giorno dopo giorno pesantissima, ma come ogni guerra estiva, per un diabolico meccanismo di menefreghismo di ferragosto, ce ne sbattiamo tutti allegramente. Come se niente fosse più importante di svaccarsi a mangiare un gelato, nell'assoluta pigrizia.
Ma i morti restano, cazzo. Qui si parla di TANTI morti, di TANTI carrarmati che stanno entrando in una nazione indipendente. Ma il clima è quello di farsi scivolare le news addosso. Perchè le redazioni sono vuote, non c'è la percezione di star dando importanza alla cosa giusta. Sappiamo che è importante, ma lo è solo per i pochi che sono ancora qua.
E nella mia redazione siamo in 6. Tre + tre stagisti (di cui, non si sa bene perchè, due praticamente part time).

Stamattina entravo più tardi. Stamattina mi sono coccolata nel letto e poi ho stirato al ritmo degli Smiths. Mentre ieri sera mi sono preparata una bella cenetta mentre guardavo un film demenziale in tv. E poi mi sono data alla manicure e alla lettura.
In una parola: relax. Ci vuole, ogni tanto.

Ciò che più mi infastidisce in questa Roma spettrale di agosto, sono i turisti e le loro maledette macchine fotografiche a Piazza di Spagna, alle 12 o alle 21, gli orari in cui sto passando in questi giorni. Foto da tutti i punti di vista. Foto di gruppo davanti alle vetrine di via Condotti. Foto alle botticelle e ai cavalli. Ma dico io..è la prima volta che vedete una vetrina di Dior? O che vedete un cavallo? Cazzo! Andatele a fare dal Campidoglio, con quella vista mozzafiato sui Fori..no. E poi si incazzano se passo in mezzo. Grrrrrrrr!

Giovedì torno al paesello, per Ferragosto. Detta con sincerità, non ne ho nessunissima voglia. Spero almeno di starmene in spiaggia.

venerdì 8 agosto 2008

8 - 8 - 2008

Per i cinesi è un numero fortunato. Fare cose in giorni "ottavi", o negli "ottavi" mesi è sempre di buon auspicio.

Io invece, come numero preferito, ho sempre avuto il 7, e immaginando che ogni numero avesse un colore, così come anche le lettere, l'ho sempre visualizzato marrone.
Mentre l'1, per esempio, lo vedo nero. Il 2 giallo. Il 3 tra l'arancio e il rosso. Il 4 giallo di nuovo. Il 5 verde. Il 6 azzurro. L'8 rosso. Il 9 blu.

Un po' come Rimbaud con le lettere dell'alfabeto, che ricollegava i colori ai gessi della lavagna, alle scuole elementari.

Dite che stiamo dando i numeri? Probabilmente sì.


E in questo giorno di massimo auspicio, il mio oroscopo sul venerdì consiglia di "starmene a casa perchè normalmente la vostra indole non vi porta a vivere bene il ferragosto".
Mavvaffanculo vah.

E' venerdì. Finally.

mercoledì 6 agosto 2008

ho bisogno di live

Ad agosto Roma è bellissima. Ma la stagione di quei tre o quattro concerti a sera finisce, Villa Celimontana a parte.
La mole di lavoro è pari a zero, ora. Relax...che con 40 gradi fuori è ben accetto.

Con Walt e Melissa, gli americani, ci facciano delle gran belle chiacchierate. Ho riscoperto il mio inglese, decisamente arruginito, ma devo ammettere che dopo due giorni i miglioramenti si sono sentiti. Lui parla bene anche spagnolo, quindi spesso mi costringe a rispolverare il suo, di spagnolo. E io lo assecondo... Sono di New Orleans, e ci hanno raccontato un po' di Katrina, della composizione sociale della città. Sono molto curiosi e ci fanno un domande sul mercato del lavoro qui in Italia, di come vanno le cose..e anche loro sostengono che la parola chiave sia, oggi come oggi, CHANGE. Cambiamento. Vento nuovo. In una parola (un'altra): Obama. Non vogliono farsi illusioni, perchè non è così scontato che ce la faccia. Già.

Stasera li porterò in giro in centro, anche se onestamente non ho solo bisogno di musica dal vivo, ma anche di sonno...ormai giro per la redazione come un cadavere.

Oggi ho letto un articolo che mi ha davvero fatto girare le palle.
Secondo un'indagine del sole24ore, le imprese gestite da donne devono pagare tassi di interesse più alti sui prestiti bancari. Qualcuno potrebbe obiettare che, evidentemente, le statistiche le bollano come meno sicure, con una fitta serie di dati a supporto. Ebbene no, anzi: sono leggermente meno rischiose, in media, rispetto a quelle presiedute da uomini.
Ora, ditemi perchè la donna ce le deve avere tutte più complicate? Perchè? Già il Signore ci ha dato svariati accolli come il ciclo, la depilazione, i tacchi, il parto, i lavori domestici....non ne sopportiamo già abbastanza per natura? Ci sarà un motivo per cui tutte queste beghe ce le risolviamo noi..forse perchè siamo in grado di farlo....


Segnalatemi concerti, per favore.....

lunedì 4 agosto 2008

Agosto.

Due giorni di mare ci volevano.
Fuga in Toscana, a Suvereto, dal buon vecchio Vesps e la sua casetta. Ottima compagnia, due giorni deliziosi. Mare alla sterpaglia veramente bello: il Nano Verde regna sovrano, e i mojitos dietro a loro.
Grigliata di carne storica. Credo che per i prossimi due mesi diventerò vegetariana, vista la quantità di fiorentina ingurgitata....davvero impegnativo. Però ste cenone storiche fanno troppo estate..che meraviglia!

Ed eccoci di nuovo a Roma, in una redazione vuota, 50 gradi, fuori.
Sono arrivati gli ammmericani cugini di Elisa: poveracci, hanno aspettato 4 ore che tornassi da Suvereto..:-)

In tutto questo, la papaya si conferma come il frutto più miracoloso e salvifico di tutti i tempi. E ci sono dovuta arrivare in Toscana per trovarla..da sabato scatta la ricerca nella città eterna.....

Non so bene come sarà l'agosto romano. So solo che qualche persona cara intorno c'è, e quindi sono tranquilla. La stanchezza è ormai una costante, e le nottate senza dormire anche: un po' per il caldo, un po' perchè alla fine si fa sempre tardi.

Il caro Noch l'altra sera mi ha detto che sono diventatta una "donnina". Solo per il modo in cui mi sono avvicinata alla tavola portando non so che cosa e dicendo "eccoci"...io?! donnina??ebbene si..mi sa proprio di sì..:-)


Vi risparmio i racconti sulle mie belle figure qui in redazione...messaggi inviati alle persone sbagliate e via dicendo..ahimè..


E infine, stamattina ho constatato che arrivare a Piazza di Spagna alle 8:30 del mattino con i Bright Eyes nelle orecchie è davvero bello.